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INTERVENTO DI VALORIZZAZIONE TURISTICA DEI PERCORSI STORICI
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RELAZIONE
La relazione illustra
il progetto di valorizzazione turistica di un antico percorso lungo il tratto
terminale del torrente Imagna, nellÕambito territoriale compreso tra i comuni
di Ubiale Clanezzo e i limitrofi Almenno San Bartolomeo e Villa dÕAlm�.
LÕiniziativa �
promossa dal Comune di Ubiale Clanezzo di concerto con la Provincia di Bergamo
ed il contributo della Regione Lombardia.
Gli immobili sono di
proprietˆ del Comune di Ubiale Clanezzo, compreso lÕedificio del porto
acquisito da privati attraverso un atto di impegno di cessione unilaterale
sottoscritto dal legale rappresentante della proprietˆ a favore del Comune
stesso.
LÕarea oggetto
dÕintervento ricade nel territorio comunale di Ubiale Clanezzo, centro situato
allÕinizio della Valle Brembana, sulla sponda destra del Brembo, delimitato a
sud dalla confluenza dellÕImagna nel Brembo e a nord dal torrente Brembilla.
La posizione
geografica, come descritto nelle guide ÒÉ su una striscia di terreno lˆ dove
la Valle si stringe in una strozzatura entro la quale le acque del fiume
sembrano trovarsi a stento un passaggio: senza contatto con la vita della valle
che si svolge sullÕaltra sponda del fiumeÉÓ nel corso dei secoli ha notevolmente influenzato le attivitˆ e la vita
sociale del paese.
LÕabitato di Ubiale
Clanezzo, isolato rispetto ai territori circostanti, ha avuto bisogno di
sviluppare comode e veloci vie di comunicazione per soddisfare le esigenze
della popolazione. Tra queste, in particolare, i collegamenti con la sponda
sinistra del Brembo dove scorreva lÕarteria commericale della Valle Brembana.
Le iniziative e le
imprese di allora, le opere architettoniche e di ingegneria tuttÕora
conservate, rappresentano una testimonianza unitaria di quanto sia avvenuto in
questi luoghi causa ed effetto dellÕevoluzione economica e sociale della
comunitˆ.
In passato la maggior
parte della popolazione della Valle viveva dedita allÕagricoltura, legata
soprattutto alla notevole presenza di boschi di castagno dai quali si ricavava,
oltre ai frutti, legna da ardere e da opera commercializzata lungo tutta la
valle.
Solo negli ultimi secoli si sono
sviluppate attivitˆ industriali legate allÕescavazione di quarzo, marna e
calcare; la ricchezza mineraria e la presenza di risorse idriche per la
produzione di energia ha favorito gli insediamenti industriali e la
realizzazione di opere ed impianti che hanno cambiato lÕaspetto del territorio
aggiungendo nuovi elementi di interesse di lettura e di studio di questo
contesto.
LÕarea territoriale
oggetto dÕintervento ha una storia millenaria ricca di tanti valori e di
preziose testimonianze rinvenute nelle campagne di studio e puntualmente
documentate negli atti dÕarchivio con notizie che conducono a ritroso nel tempo
fino alle epoche pi� lontane della storia brembana.
I numerosi cambiamenti subiti a causa di
motivazioni di ordine geografico, politico, culturale ed economico che la
rendono interessante a vari piani di lettura.
I resti pi� antichi di
questo territorio risalgono infatti allÕetˆ preistorica; gli scavi hanno
portato alla luce i resti di insediamenti abitati lungo il corso del Brembo
ascrivibili al periodo Neolitico (IV millennio a.C.) e al periodo compreso tra
la tarda etˆ del bronzo e la prima etˆ del ferro (fine II Ð inizio I millennio
a.C.).
La dominazione romana,
seguita alla colonizzazione che risale al periodo tra il 16 e il 15 a.C., �
durata circa quattrocento anni; sono rinvenuti alcuni reperti in localitˆ
Castello, trasferiti e conservati presso il Museo Archeologico di Bergamo.
LÕopera romana pi�
rilevante di questo periodo, della quale non rimane che un pilone, � il grande
ponte per lÕattraversamento del Brembo (si calcola che fosse lungo 184 m. e
alto 24,31m.) che collegava Ubiale ad Almenno, allÕepoca il principale centro
della zona traversato anche da una via militare molto importante.
La decadenza
dellÕimpero romano favor“ le invasioni barbariche e lÕinizio della dominazione
longobarda che insedi˜ una sua corte ad Almenno.
Risalgono a questo periodo le costruzioni
pi� interessanti: i castelli del Monte Ubione (ormai distrutto) e di Clanezzo
(conservato ma variamente trasformato), il ponte sullÕImagna che unisce
Clanezzo con Almenno (inserito nel percorso turistico che il presente progetto si
propone di valorizzare).
Intorno al X secolo le
profonde trasformazioni sociali, economiche e politiche che investirono
lÕintero paese, coincisero con la nascita del Comune di Almenno, giˆ capoluogo
di questo territorio allÕepoca dei Romani, che esercit˜ il potere politico
sullÕintera area della Valle Brembilla o Brembilla Vecchia fino al 1443.
Con la cacciata dei
Brembillesi fedeli al Ducato Milanese, disposta con apposito decreto del Senato
Veneto, ritorna la pace nella Valle, ma con essa le difficoltˆ conseguenti a
tanti anni di guerre, oltre a carestie e pestilenze .
Il governo veneto, consapevole
dellÕimportanza strategica di questo territorio, ne favor“ lo sviluppo: sono di
questo periodo i primi insediamenti artigianali per la lavorazione del ferro (i
magli producevano pezzi di artiglieria ) e per lÕestrazione del calcedonio
(pietra utilizzata come focaia ancora nel campo delle armi).
Nel periodo della
dominazione austriaca le notevoli migliore alla viabilitˆ svilupparono
lÕattivitˆ commerciale facilitando anche i collegamenti con le stazioni
dellÕalta valle dove si svolgevano attivitˆ termali.
Si comincia a parlare in questi anni dei
Conti Roncalli,, divenuti
proprietari del Castello e di molti possedimenti in Clanezzo, che si
distinsero nella vita politica ed amministrativa oltre che con la realizzazione
di importanti opere a miglioramento del paese (strade, acquedotti, scuole), tra
le quali il ponte di collegamento ad Almenno realizzato nel 1925.
I
primi anni del XX secolo furono un tempo di grandi innovazioni e cambiamenti
per il Comune di Ubiale Clanezzo, che cominci ad uscire dal secolare isolamento
grazie allo sviluppo delle attivitˆ industriali e alla realizzazione della
prima centrale elettrica della Valle (1901).
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Le notizie sono tratte dal volume ÒUbiale Clanezzo.
Storia di una comunitˆÓ
di Umberto Gamba, Ferrari Editrice, Anno 2000.
Il progetto si propone
di valorizzare le presenze storiche di questo territorio con finalitˆ turistico didattiche.
Gli elementi
caratterizzanti, giˆ tra loro collegati sia per le funzioni svolte sia per la
collocazione lungo un tracciato unitario, sono:
1 Il ponte sul torrente
Imagna, realizzato intorno al X secolo, in pietra ad una campata, immerso in
una ricchissima varietˆ di vegetazione, che conduce in territorio di Almeno San
Salvatore.
2 Il ponte sospeso che
collega le due sponde del fiume realizzato alla fine dellÕ 800, costituito da
una passerella di legno sorretta da esili cavi in acciaio tenuti in tensione da
due contrafforti in pietra, allÕinterno del contrafforte sulla sponda di
Clanezzo vi sono dei sistemi di tenditori delle funi.
3 Il porto fluviale dal
quale partiva il traghetto sul fiume Brembo, esistente giˆ nel 1614, che
consentiva il collegamento con la sponda sinistra in territorio di Villa
dÕAlm�.
Gli obiettivi
formulati con il progetto sono principalmente tre:
a) Il Restauro dellÕintero tracciato
viario mediante verifica statica e
consolidamento dei manufatti, con particolare riferimento al ponte sul torrente
Imagna, interventi di conservazione e messa in sicurezza dal ponte sospeso,
eliminazione degli elementi superfetativi ed incongrui allÕinsieme,
integrazione delle lacune dei singoli elementi (ciottolato, paramenti murari,
parapetti), eliminazione delle aggressioni vegetative con lÕobiettivo di
restituire al percorso la pi� completa lettura storica oltre che la piena e
sicura percorribilitˆ, compresa la messa in sicurezza con la realizzazione di
un impianto illuminotecnica atto a garantire la visitabilitˆ nelle ore serali.
b) LÕInserimento lungo il percorso di
indicazioni didattiche con
descrizioni inerenti la flora e la fauna presenti e di mappe inerenti gli
itinerari di gita percorribili oltre alla visita storica;.
c) Il Restauro edilizio del
piccolo agglomerato di edifici del porto
sulla sponda destra del fiume Brembo ed inserimento di nuove funzioni ricettive
e didattiche, con salette ad uso e in gestione a ciascuna delle Amministrazioni
coinvolte nellÕiniziativa.
Si prevede lÕinserimento di locali con destinazione
museale, che ospiteranno raccolte documentarie sulla storia della zona e le sue
relazioni con i territori circostanti con un
book-shop ed un locale di ristoro per i visitatori, servizi igienici per i
turisti.
Sono previste anche sale per riunioni di
piccoli gruppi, esposizioni temporanee e iniziative culturali ed un alloggio
per il custode e gestore del bar.
INDAGINI PRELIMINARI E CRITERI PROGETTUALI
Il progetto � stato redatto sulla base di
una accurata indagine conoscitiva del territorio con acquisizione di relazioni
specifiche e dettagliati rilievi.
Topografia, geologia , idrologia e ambiente
Le caratteristiche naturalistiche ed
ambientali dellÕarea nel tempo ha influenzato lo sviluppo economico e sociale
della comunitˆ locale e tutti gli interventi edilizi architettonici e
strutturali realizzati con peculiaritˆ specifiche.
Ambiti ed aspetti che il presente progetto prevede di
valorizzare ed illustrare allÕutenza mediante punti informativi.
In questa sede si elencano solamente le
particolaritˆ del territorio riguardanti la costituzione geomorfologia del
territorio, con fenomeni di carsismo ed un ricco complesso carsico sotterraneo,
la presenza idrologia dei corsi dÕacqua che hanno variamente modificato ed
influenzato gli interventi sui luoghi, il sistema floristico-vegetazionale con
tipologie molto diversificate con conseguenza alle condizioni stazionali
dellÕarea.
La descrizione pi� dettagliata dei singoli aspetti �
riportata nelle allegate relazioni.
Architetture
Dal punto di vista architettonico � stato
condotto uno studio approfondito sui manufatti edilizi mediante acquisizione di
fotografie e sviluppo di rappresentazioni grafiche che ne evidenziano le
caratteristiche costruttive, la cronologia storica, lo stato di conservazione.
Sulla base dei dati raccolti sono stati individuati i
metodi di intervento, dettagliatamente descritti e rappresentati da particolari
costruttivi.
Le scelte progettuali adottate derivano da
attente valutazioni sugli elementi di maggiore significato storico che nellÕintervento
vengono recuperati adeguati e valorizzati a fini turistici e didattici.
Nel prosieguo della relazione verranno
descritti gli interventi previsti, con riferimento alla metodologia e alle
caratteristiche dei materiali prescelti.
Reti esterne dei servizi
LÕarea oggetto dÕintervento � allacciata
alle reti impiantistiche comunali per la fornitura e lÕerogazione di energia
elettrica, acqua potabile, collegamenti per telecomunicazioni.
Le nuove attivitˆ previste non richiedono
incrementi dei servizi pertanto le reti esistenti si ritengono idonee al
soddisfacimento delle esigenze di esercizio delle attivitˆ.
La realizzazione dellÕintervento non interferisce con
le reti aree e sotterranee.
Barriere architettoniche
La particolaritˆ dellÕintervento in merito
al problema delle barriere architettoniche ha imposto scelte particolari.
La conformazione del percorso non consente
lÕaccessibilitˆ a persone disabili, soprattutto ai soggetti deambulati con
carrozzelle, ma si riesce a garantire la visitabilitˆ visiva del contesto
mediante la realizzazione di una piazzola attrezzata alla partenza del
percorso.
In questa posizione, facilmente raggiungibile anche
con mezzi propri data la presenza di apposito parcheggio, � possibile una
veduta dÕinsieme dellÕarea, facilitata anche dalla collocazione di attrezzature
idonee, come meglio illustrato negli elaborati progettuali.
Una maggiore fruibilitˆ potrˆ essere
garantita mediante distribuzione di apposita documentazione didattico-turistica
o addirittura con supporti audio, soprattutto per i non vedenti, nella sala
appositamente realizzata allÕinterno del fabbricato del porto.
Questioni specialistiche
La progettazione dellÕintervento, cos“
come evidenziato nelle indagini preliminari, non implica la soluzione di
questioni specialistiche oltre quanto giˆ descritto.
Interventi di restauro del tracciato viario
Per il restauro del
tracciato viario e degli elementi costitutivi la strada si prevede di operare
con interventi e metodologie specifiche meglio illustrate negli elaborati
progettuali.
Si indicano di seguito i capitoli di
intervento.
1. Eliminazione
di tutta vegetazione infestante mediante una estirpazione meccanica che non
comprometta i materiali componenti la muratura e il paramento viario. Le specie
arboree ed erbacee dovranno essere estirpate nel periodo invernale. Sarˆ
successivamente applicata mediante aspersione sostanza biocida al fine di
impedire lÕattacco sulla superficie.
2. Integrazione
delle lacune del ciottolato e delle alzate con utilizzo di materiali del tutto
simili per natura tipologica e tonalitˆ cromatica.
Il paramento di calpestio, dopo pulitura e
rimozione del materiale incoerente, verrˆ integrato dei componenti in pietra
calcinata mancanti o particolarmente degradati, mediante ricostruzione
sottolivello delle pendenze originarie con malte prive di sali solubili
adeguate cromaticamente.
Non si ritiene opportuno procedere ad una
stilatura dei ciottoli, per i quali dovrˆ essere programmata una opera di
manutenzione per evitare che la vegetazione infestante possa scalzare gli
elementi.
3. Eliminazione di
tutte le superfetazioni e i rappezzi cementizi di recente realizzazione,
sostituzione degli elementi incongrui ed integrazione delle parti mancanti del
parapetto e delle murature di contenimento.
LÕintervento prevede
la completa rimozione delle strutture in calcestruzzo (copertine e muri) e il
rifacimento con pietrame e borlanti di fiume come i tipi esistenti allettati
con malta addittivata da legante idraulico.
Per la ricucitura
dei paramenti murari che presentano porzioni mancanti e segni evidenti di
dilavamento dei letti di malta, previa accuarata pulitura e rimozione del
materiale incoerente, si provvederˆ allÕintegrazione con materiali consoni e
simili agli esistenti con impiego di malte a base di legante idraulico,.
La stilatura finale
delle superfici sarˆ eseguita con malta di calce priva di sali solubili e
sabbia di granulometria e tonalitˆ cromatica simili a quella delle malte
esistenti nel rapporto 1:2.
4. Ripristino della
funzionalitˆ dei fori di scolo esistenti nei parapetti, la cui efficienza
consente di evitare i fenomeni di dissesto delle strutture causati dalle piogge
torrenziali.
LÕintervento prevede
innanzitutto la pulizia con rimozione degli accumuli terrosi e vegetatiti, il
ripristino delle pendenze necessarie con letti di malta cementizia
opportunamente livellati.
Al momento non si
rileva la necessitˆ di realizzare nuovi scoli, qualora si rilevasse
lÕopportunitˆ in ragione delle pendenze, si procederˆ allÕesecuzione secondo le
tipologie esistenti.
5. Trattamenti
finali con applicazione su tutti i manufatti di protettivo tipo ÒAkeocard CoÓ
addittivato con alghicida.
6. Taglio di arbusti
di noccioli, carpini e faggi allÕesterno dei parapetti murari,
Interventi strutturali
Le verifiche
effettuate sulle strutture esistenti, in particolare sui ponti di
attraversamento, hanno confermato la stabilitˆ e la capacitˆ di sopportare i
carichi previsti, come meglio evidenziato nella relazione di calcolo allegata.
Per il ponte in
muratura che collega Clanezzo ad Almeno San Salvatore, � previsto un intervento
di consolidamento mediante inserimento di tiranti in acciaio eseguito secondo
le indicazioni del progetto strutturale.
Per il ponte sospeso
che collega Clanezzo a Villa dÕAlm�, � prevista una serie organica di
interventi finalizzati alla conservazione in perfetta efficienza delle
strutture esistenti: pulitura e verniciatura delle parti metalliche e delle
tavole di legno, integrazioni delle parti mancanti nel parapetto e sostituzione
delle tavole di calpestio gravemente danneggiate.
Per quanto riguarda
lÕedificio del Porto, al fine di evitare interventi lesivi delle strutture
originarie si sono individuate destinazioni dÕuso compatibili con le
caratteristiche meccaniche delle membrature esistenti.
Sono previsti, come specificato nella
relativa tavola, alcuni interventi morbidi di consolidamento e lÕinserimento di
alcuni elementi in ferro ove le situazioni sono pi� critiche.
Impianto di illuminazione
Le verifiche effettuate
sulla rete e sui manufatti esistenti, hanno confermato lÕopportunitˆ di
integrare lÕimpianto di illuminazione perseguendo lÕintenzione di poter
garantire la visitabilitˆ del percorso anche nelle ore serali.
Considerato il contesto ambientale che si
intende valorizzare � prevista anche la sostituzione degli attuali pali di
illuminazione con elementi esteticamente pi� congrui allÕinsieme,.
Per quanto riguarda
lÕimpianto elettrico dellÕedificio del Porto si prevede la totale revisione con
adeguamento alla normativa vigente in materia, per una potenza di 5 kw.
Gli interventi e le
modalitˆ esecutive di tutto quanto concerne la parte impiantistica sono meglio
specificati nella documentazione tecnica predisposta a cura del P.I. Flavio
Galluccio.
Impianto di produzione acqua calda e
riscaldamento
LÕimpianto di
produzione dellÕacqua calda sarˆ realizzato mediante inserimento di boiler
alimentato elettricamente, cos“ come elettrici saranno gli elementi radianti:
questa scelta � determinata dalla difficoltˆ di raggiungere il sito con le
condotte del gas metano e dalla volontˆ di conservare quanto pi� possibile
inalterati senza massicce manomissioni Ð peraltro motivate da indiscutibili
esigenze funzionali Ð i luoghi cos“ pregni di valore storico-architettonico.
Impianto di raccolta e smaltimento
delle acque bianche e nere
LÕimpianto di raccolta
delle acque bianche sarˆ a perdere negli strati superficiali del terreno lungo
tutto il percorso, come giˆ accade di fatto allÕoggi: non si ritiene, infatti,
necessario il convogliamento delle acque bianche in collettori segregati in
virt� della loro adeguatezza ai limiti di norma, trattandosi di un percorso
esclusivamente pedonale e privo di acque particolarmente inquinate; inoltre, la
tipologia della pavimentazione (selciato a ciottoli) garantisce il buon
drenaggio delle acque e lÕeccedenza di esso, dovuta alla laminazione
superficiale, viene comunque smaltita in modo adeguato dalla pendenza del
tracciato.
Per quanto riguarda,
invece, le acque nere provenienti dai servizi igienici interni allÕedificio del
ÒPortoÓ, il progetto ne prevede lo smaltimento entro il fiume Brembo dopo
adeguato trattamento in vasca ad
ossidazione totale. Detta vasca � normalmente suddivisa in cinque comparti:
1. Sedimentazione
e digestione anaerobica;
2. e 3. Ossidazione o digestione
aerobica;
4. Sedimentazione
finale o secondaria e ricircolo fanghi,
5. Disinfezione
a mezzo pasticche di cloro solido.
Nei vari comparti si svolgono nellÕordine
le seguenti funzioni: dapprima, si rallenta il flusso del liquame in arrivo, si
equalizza il liquame stesso e si consente alle sospensioni di precipitare dando
origine al letto anaerobico attivo (digestione anaerobica); poi, il fango
attivo abbondantemente aerato aggredisce la sostanza organica presente, favorendo
lo sviluppo dei microrganismi che sono i fautori della depurazione. LÕaerazione
della biomassa viene realizzata con unÕadeguata soffiante a membrana molto
piccola, a basso consumo energetico, che consente anche la miscelazione del
fango. La miscela aerata giunge al sedimentatore, dopodichŽ lÕacqua depurata
passa alla successiva fase di disinfezione o clorazione, mentre i fanghi
vengono ricircolati nel bacino di ossidazione. LÕeffluente, nel passaggio dal
quarto al quinto comparto, lambisce una pastiglia di cloro solido che lo
disinfetta ultimando il processo depurativo con lÕabbattimento degli eventuali
batteri presenti (coliformi, streptococchi,É). LÕultimo comparto viene
mantenuto aerato in superficie per favorire il rilascio in atmosfera del cloro libero:
in tal modo si riesce a mantenere il contenuto del cloro entro i valori
previsti dalla legge. In uscita dal depuratore biologico le caratteristiche del
liquame sono nei limiti dei parametri indicati nella tabella 3 dellÕallegato 5
del D. L.vo n. 152/99 per gli scarichi in acque superficiali.
Interventi di restauro del fabbricato del porto
Per il restauro
edilizio dellÕagglomerato del porto si propone una serie sistematica di
interventi finalizzati al recupero e alla messa in sicurezza dellÕedificio al
fine di renderlo accessibile sia alla visita sia alla sosta di gruppi.
Considerato lo stato
di abbandono del fabbricato, previa verifica delle condizioni statiche ed
eventuali consolidamenti, sono previsti interventi di:
-
manutenzione delle coperture eseguita con recupero dei
coppi esistenti, con integrazione e sostituzione delle strutture gravemente
danneggiate secondo le tipologie tradizionali in legno con travetti ed assito;
-
risanamento delle murature interne con scrostamento
totale degli intonaci esistenti e rifacimento con intonaco di calce priva di
sali solubili stesa a due mani;
-
pulizia dei soffitti esistenti in muratura con pulizia
dei paramenti e bonifica generale mediante sigillatura con malte speciali
adesive di elevata resistenza meccanica,
-
rimozione delle controsoffittature esistenti e messa in
luce delle strutture lignee principali con successiva pulizia dei travetti e
dellÕassito mediante raschiatura delle superfici e trattamenti antimuffa ed
antitarlo,
-
pulizia dei pavimenti esistenti in cotto e sostituzione
dei pavimenti in piastrelle con mattonelle di cotto, anche di recupero, posate
su sottofondo di malta,
-
tinteggiatura finale con pittura a base di calce o
minerale,
-
sostituzione dei serramenti con manufatti nuovi in legno
o ferro eseguiti secondo i tipi tradizionali, completi di vetri a tenuta
termica,
-
pulitura dei paramenti murari esterni con rimozione del
materiale incoerente, lavaggio e spazzolatura, stuccatura e sigillatura delle
fessurazioni con stucco a base di legante idraulico addittivato con resine epossidiche e stilatura finale
dei giunti di malta con calce idraulica e inerte selezionato con colorazione
simile all'originale;
-
restauro dei contorni in pietra arenaria e delle cornici
in cotto mediante pulitura dei depositi superficiali con spazzole e lavaggio
con acqua deionizzata nebulizzata
a bassa pressione; incollaggio delle parti distaccate con malta di calce
idraulica addittivata con resine epossidiche; stuccatura delle fessure con
malta di calce idraulica e
inerte di colorazione
simile all'esistente; trattamento di protezione con prodotti idrorepellenti in
solventi organici;
-
restauro dei complementi lignei mediante pulitura delle
superfici, integrazione e/o sostituzione delle parti mancanti da eseguire come
i tipi esistenti, carteggiatura e verniciatura con vernici acriliche,
trattamenti di protezione con prodotti idrorepellenti in solventi organici.
Per quanto riguarda le
dotazioni impiantistiche, sono previsti interventi di adeguamento degli
impianti esistenti in relazione alle destinazioni dÕuso previste, comprese
tutte le integrazioni opportune e necessarie ai fini dellÕagibilitˆ
EÕ prevista inoltre la verifica dello
stato di conservazione del corso delle acque provenienti dalla collina che
scorrono sotto il fabbricato, e la realizzazione dei conseguenti ripristini al
fine di garantire un corretto flusso naturale verso il fiume anche in occasione
di regimi di pioggia particolarmente intensi.
LÕattuazione
dellÕintervento si svolgerˆ secondo le fasi previste dalla normativa vigente
(attivitˆ di progettazione Ð approvazione Ð affidamento Ð esecuzione e
collaudo) oltre che in relazione alle indicazioni della stazione appaltante.
I tempi previsti nel
disciplinare dÕincarico per la redazione del progetto preliminare e definitivo
saranno completati nel mese di dicembre 2002.
Il progetto esecutivo,
tenuto conto dei tempi necessari allÕottenimento delle autorizzazioni e dei
finanziamenti, qualora venga confermato lÕincarico, potrˆ essere completato nel
mese di giugno 2003.
La gara dÕappalto
potrˆ essere organizzata e completata entro il mese di settembre 2003 tanto che
nel mese di ottobre 2003 si potrˆ procedere alla consegna e allÕinizio dei
lavori.
I lavori saranno
ultimati nellÕarco di 12 mesi; in merito ai tempi per lÕesecuzione delle
lavorazioni, sarˆ redatto il cronoprogramma specifico che stabilirˆ in via
convenzionale, ma solo per quanto riguarda le singole lavorazioni, la durata e
la sequenza delle fasi lavorative calcolate tenendo conto della prevedibile incidenza
dei giorni di andamento sfavorevole.
Ubiale Clanezzo, 3 dicembre 2002